La Basilica di Sant’Ambrogio è il secondo edificio religioso più importante della città, dedicato all’influente vescovo di Milano che vi officiò nel IV secolo d.C., e fece costruire qui la prima basilica.

Storia

La Basilica di Sant’Ambrogio è dedicata al vescovo di Milano del IV secolo (374-397), divenuto protettore della città. L’influenza spirituale di quest’ultimo fu importante, tanto che nella diocesi di Milano si celebra oggi la messa seguendo il rito ambrosiano.
Ambrogio è d’altronde all’origine della costruzione della prima basilica, tra il 379 e il 386, chiamata Basilica Martyrum, che era dedicata ai martiri Gervasio e Protasio.
È quindi una delle chiese più antiche di Milano. Dopo la sua ricostruzione alla fine dell’XI secolo, influenzò notevolmente l’architettura romanica lombarda. È stata spesso modificata nel tempo, ma ha mantenuto un grande valore architettonico. Parzialmente distrutta dai bombardamenti del 1943, fu successivamente ricostruita.

Visita e descrizione

L’edificio attuale è essenzialmente di stile romanico. È preceduto da un affascinante quadriportico con bellissimi capitelli, con il superbo atrio di Ansperto.
Le due torri sono di epoche diverse. Il più alto, il «campanile dei canonici», fu eretto nel XII secolo, con gli ultimi due piani aggiunti nel 1889. Il più piccolo, chiamato «campanile dei monaci» fu costruito dai benedettini nel IX secolo.

L’interno è formato da tre navate terminate da tre absidi, separate in quattro campate coperte da volte a crociera.
Nel presbiterio, il ciborio in stucco di stile longobardo-bizantino del X protegge il prezioso altare maggiore del IX secolo, decorato con oro, argento e pietre preziose, con sulla volta episodi della vita di Cristo, e sul retro episodi della vita di sant’Ambrogio. I bellissimi mosaici dell’abside, del VI e VIII secolo, rappresentano in particolare il Redentore tra i santi Gervasio e Protasio.
Su una colonna romana poggia una scultura originale in bronzo, conosciuta come il «serpente di Mosè», di cui una leggenda sostiene che la discesa del serpente dalla colonna annuncerà la fine del mondo. Tra le numerose opere d’arte conservate nella chiesa, un bel sarcofago risale al tardo impero romano.
Proveniente dalla basilica ambrosiana, la Cappella di San Vittore in Cielo d’Oro del IV secolo è la più bella testimonianza della prima chiesa, con le sue pareti di mosaici paleocristiani, tra cui un busto di San Vittore il Moro (o San Vittore di Milano) sulla volta, e la più antica rappresentazione conosciuta del vescovo Ambrogio, il cui volto è di un realismo impressionante.

La cripta ipogea ospita le tombe di diversi santi tra cui Ambrogio dal 397 e quelle dei martiri Gervasio e Protasio.

 

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